• concept

    Fernweh, nella lingua tedesca, significa vedere lontano, desiderare di viaggiare, di lasciare la vita di tutti i giorni e mettersi in cammino, vedere il mondo. Esplorare strade abbandonate è un invito a ripercorrere un progetto originario. Farsi nativi, riflettere sui luoghi, ritrovare radici, significa decontaminare la mente per cercare un ponte etico verso i propri desideri.

  • eco design

    Punto di convergenza tra nuovi stili di vita e uso di materiali sostenibili, Fernweh vuole raggiungere un’inedita sensibilità estetica con nuovi equilibri tra ragione e creatività. Fernweh progetta occhiali, in edizione limitata, realizzati da esperte mani italiane e utilizza esclusivamente lastre di acetato di cellulosa, composto organico estratto dalle fibre del cotone e del legno (conifere e latifoglie), 100% biodegradabile e riciclabile.
  • vagabond

    Ohne Heimweh, ohne Heimat / ohne Koffer, ohne Geld / wir werdens offenbaren in unseren Memoiren Senza nostalgia, senza patria / senza valigia, senza soldi / lo pubblicheremo nelle nostre memorie (Pakistan, Farin Urlaub). In epoca di inquinamento globale è proprio la mente ad essere la più inquinata, infettata dalla standardizzazione dell'immaginario, omologazione a livello globale di idee e linguaggi. (Ph Silvia Sasso, Abiti Siliana e Serena Arena)
  • sustainable

    Elogio della madreterra. La radice fa della sua vita un albero e delle sue scienze rami e bellissimi fiori. La natura ci guida nella costruzione di nuove conoscenze. Restituire la coscienza etica per individuare e utilizzare innovativi materiali da produrre e riciclare in loco. Nella foto (Courtesy Canada BiblioArchives) un tentativo sperimentale in polystirene, anni 1956-1960
  • humus

    Non riuscire a raggiungere una sufficiente distanza emotiva distrugge il valore estetico di un'opera d'arte. (Stephen.C.Pepper, filosofo)
  • Earth works

    A volte occorre solo un spostamento di luogo per accorgersi che il museo, come collocazione dell’opera e del mercato dell'arte, presenta capolavori per lo più di carattere effimero, affidate soprattutto a documentazione video-fotografica, a progetti, schizzi . Giacomo Rigutto al contrario lascia segni perenni, legati al compimento di un’esperienza esemplare. Semplici poesie stampate con inchiostro ecologico, su corteccia.